CASO CIRILLO, IL COORDINAMENTO SOSTIENE IL RICORSO DI EMILIANA ALL’ODG
Negli scorsi mesi abbiamo assistito a una vicenda paradossale. L’ordine dei giornalisti della Campania, sulla base di una frase scritta nella mailing list interna al coordinamento (e quindi non pubblica), ha prima aperto un procedimento disciplinare contro Emiliana Cirillo e successivamente l’ha sanzionata con un provvedimento di censura.
Subito dopo l’apertura del procedimento disciplinare il Coordinamento aveva inviato all’ordine dei giornalisti della Campania una lettera per spiegare i motivi che avevano portato la collega a esprimere un giudizio così forte come quello “incriminato” (la collega Cirillo scriveva infatti: “Il mio prossimo obiettivo personale è: smantellare l’Ordine… una camorra istituzionalizzata e completamente inutile”). La frase, pur stigmatizzata dalla stessa assemblea del Coordinamento, è stata estrapolata da un contesto di “sfogatoio”, quello della maling list dell’associazione, i cui contenuti sarebbero dovuti essere equiparati alla sacralità di una corrispondenza privata.
L’ordine regionale, inoltre, non ha tenuto conto della situazione in cui si trovava Emiliana nel momento in cui ha scritto quella frase: abusiva per anni, cacciata dal giornale per cui lavorava, rimasta senza alcuna retribuzione e neppure il riconoscimento del praticantato giornalistico.
Condividiamo le perplessità di Emiliana sulle modalità della convocazione per l’audizione in cui le veniva riferita la contestazione, avvenuta senza che le fossero preliminarmente indicati i motivi della stessa e riteniamo che azioni disciplinari debbano essere intentate soprattutto contro chi ha determinato la condizione di “esasperazione” da cui la frase incriminata è scaturita e non a danno di una collega che si è ritrovata, dopo anni di sacrifici, sola e senza protezione.
Ecco perché il coordinamento dei giornalisti precari della Campania ha deciso di sostenere il ricorso della collega Emiliana Cirillo contro il provvedimento di censura deciso dall’ordine regionale, assumendosi l’onere delle spese legali.
L’obiettivo primario del Coordinamento resta la lotta allo sfruttamento del lavoro giornalistico. Per questo abbiamo contribuito alla stesura della Carta di Firenze che offre all’Odg uno strumento sanzionatorio contro chi si rende responsabile di violazioni. Ed è per questo che intendiamo sostenere e restare al fianco della collega nella decisone di fare ricorso.
