Elezioni Ordine dei Giornalisti 2013, il Coordinamento giornalisti precari Campania presenta la sua lista

Dopo tre anni di denunce e battaglie a difesa delle migliaia di giornalisti sfruttati e malpagati e dopo aver contribuito all’approvazione della Carta di Firenze e della legge sull’Equo compenso, il Coordinamento dei giornalisti precari della Campania ha deciso di presentare propri candidati alle elezioni per l’Ordine dei giornalisti regionale e nazionale.

Siamo convinti che sia giunto il momento di affermare la rappresentanza negli organismi di categoria: i precari votino i precari, quelli che lottano da tre anni. La nostra lista si presenterà con un preciso programma scritto, aperto alle modifiche di tutti coloro che vorranno dare un contributo. Nei prossimi giorni renderemo pubblici i nomi dei colleghi candidati, professionisti e pubblicisti”

IL PROGRAMMA

EQUO COMPENSO, CARTA DI FIRENZE, LEGGE 150
Nell’ottobre 2011, il Coordinamento dei Giornalisti precari della Campania era a Firenze per approvare, insieme ai coordinamenti di tutta Italia, la Carta di Firenze. Sarebbe stato solo il primo passo verso l’approvazione della legge dell’equo compenso. L’impegno è quello di vigilare sull’applicazione di questi provvedimenti, dando una voce e uno scudo alle denunce dei colleghi meno tutelati. Così come continueremo a fare pressione sulle amministrazioni pubbliche per l’applicazione della legge 150 sugli uffici stampa, rimasta inapplicata.
La nostra battaglia si tradurrà anche in un controllo serrato di giornali e tv che percepiscono fondi pubblici senza assumere giornalisti.

ACCESSO ALLA PROFESSIONE E FORMAZIONE
La nostra operazione verità contro le bugie che ruotano intorno alle scuole di giornalismo ha bloccato l’apertura di nuovi master in Campania, che avrebbero prodotto ulteriori eserciti dei precari. La nostra proposta è quella che venga creato un percorso di studi universitario standard, con costi molto più bassi rispetto alle scuole post laurea.
Proponiamo che ogni Ordine regionale abbia un delegato al lavoro precario, senza ulteriori costi per i giornalisti. In quest’ottica, vogliamo istituire un elenco degli aspiranti pubblicisti, che consenta un monitoraggio costante del lavoro e delle retribuzioni dei collaboratori. In questo modo, non sarà più consentito che gli aspiranti giornalisti lavorino gratis e che, come spesso succede, dopo due anni di lavoro i direttori non firmino la pratiche per l’iscrizione all’Ordine.

L’Ordine dovrà vigilare sul rientro dei giornalisti pensionati che rientrano nell’organico redazionale con contratti di consulenza, creando sia un problema di accesso per i più giovani, che al sistema previdenziale della categoria.

L’Ordine dei giornalisti deve farsi carico di realizzare corsi di formazione per tutti i giornalisti, soprattutto per coloro che, da collaboratori esterni, non hanno la possibilità di accedere agli strumenti delle redazioni.

L’accesso alla professione non dovrà essere ostacolato da giornalisti pensionati che rientrato nell’organigramma redazionale attraverso contratti di consulenza o collaborazione, conservando, però, mansioni e privilegi dei redattori ordinari.

TUTELE PER I FREE LANCE
Attraverso convenzioni con associazioni di avvocati, è necessario garantire un’assistenza legale quanto più possibile agevolata per tutti i free lance che quando lavorano non hanno nessuna tutela rispetto a querele e richieste di risarcimento danni.
Ci adopereremo per abbattere gli ostacoli che i free lance incontrano nell’accesso a documenti e luoghi pubblici per il solo fatto di non appartenere a una testata, come, per esempio, aule di tribunale, stadi, ma anche per interviste a rappresentanti istituzionali e delle forze dell’ordine.
Vigileremo, inoltre, per la corretta applicazione di contratti atipici, assicurandoci che questi non violino legge sull’equo compenso e Carta di Firenze.

RAPPRESENTANZA NEI CDR
All’interno delle redazioni non c’è nessuna figura deputata alla tutela sindacale di precari e collaboratori esterni. La nostra proposta è che ogni Cdr abbia un rappresentante di tutti i lavoratori precari da selezionare tra i precari stessi e da loro votato.

REGOLAMENTAZIONE TESTATE ON LINE
Il web, oggi, è una giungla. Proliferano le testate on line, molte delle quali non pagano i collaboratori. Gli Ordini devono garantire un monitoraggio costante delle testate e dei giornalisti impiegati, cui dovrà essere garantito una paga che rispetti la legge dell’equo compenso.
Lotta senza tregua alle testate che non pagano i contributi multimediali per le versioni on line.

RIFORMA DEGLI ISTITUTI PREVIDENZIALI
L’erogazione di ammortizzatori sociali e l’organizzazione degli enti previdenziali giornalistici, oggi, penalizza i giovani colleghi espulsi dal mondo del lavoro e che cercano di rientrare in attività. È necessario reinterpretare tutte le norme previdenziali e di tutela alla luce del cambiamento del mercato del lavoro giornalistico.

I SOLDI DEI GIORNALISTI AI GIORNALISTI
Tutti gli eventuali candidati che il Coordinamento dei giornalisti precari della Campania presenterà per cariche all’interno degli organi categoria rinunceranno ai gettoni di presenza alle sedute dei consigli dell’Ordine, per convogliare questi soldi in un fondo contro le querele nei confronti di precari, free lance e atipici.

Ordine dei giornalisti, ELENCO PROFESSIONISTI
Consiglio nazionale CIRO PELLEGRINO
Consiglio regionale Campania, SIMONA PETRICCIUOLO
Revisori dei conti, GERARDO DE FABRIZIO

Ordine dei giornalisti, ELENCO PUBBLICISTI
Consiglio nazionale CHIARA DI MARTINO
Consiglio regionale Campania, GIUSEPPE MANZO

Commenti

  1. Scusatemi e chi sceglie i candidati? Possiamo contribuire al programma ma i candidati li scegliete voi? La solita furbata…

  2. ciao Luigi, per “possiamo contribuire” intendi tu o qualcun altro? Dovresti quanto meno farti conoscere, no? Il Coordinamento giornalisti precari Campania è frutto di un lavoro collettivo che va avanti da tre anni, i candidati saranno scelti nell’ambito di quel percorso e sulla scorta di determinate competenze, ti sembra furbo?

  3. Per esperienza di un mondo incrostato similmente, una cosa che funziona, e che forse già fate, è la pubblicità di ogni mossa (dicesi sputtanamento). Uno dei principali problemi mi pare di capire come sempre in Italia sono le rendite di posizione degli incumbents (vecchi o amici di, etc..) su possibili entranti (giovani e figli di amici di, etc..). Chiedere di pubblicare sul sito dell’Ordine per un minimo di x giorni ogni proposta di contratto di ogni testata (dal collaboratore co.co.co al caporedattore e non so bene poi i vari gradi). Questi non possono essere bandi pubblici perché, credo, le testate siano enti privati (non so bene la forma giuridica, ma immagino che in teoria possono assumere un po’ chi vogliono). Però si può usare l’Ordine. Tu vuoi appartenere all’ordine ?E devi garantire pubblicità. Un collocamento online, dove le proposte contrattuali devono essere chiare nei diritti e doveri e compensi. In più chiedere che queste assumano la forma di vere e proprie jobs calls a cui applicare con cv. Questo da solo non basta, perché ovviamente gli editori se ne sbattono. Se però ex-post, una volta assunto il tizio/a x, se ne da pubblicità e tutta la categoria prende coscienza di chi assume chi e si fa sputtanamento quando le assunzioni sono poco chiare, nel tempo questa cosa funziona. Per avere un’idea, all’università prima di questa riforma Gelmini di schifo le cose con concorsi pubblici stavano iniziando a funzionare perché le commissioni sapevano che potevano anche fare l’inganno (assunto l’amico di), ma questo veniva denigrato così come i componenti delle commissioni pubblicamente. Si erano creati dei siti su fb appositi, che in alcuni casi garantivano anche ricorsi (applicabili anche al privato, quando sussiste la discriminazione). Non era diventato l’eden, ma le cose iniziavano a funzionare. Potreste usare l’Ordine per garantire una competizione fair tra voi stessi.

  4. […] Nel programma del Coordinamento per le Elezioni all’Ordine dei giornalisti 2013 ci sono alcune proposte che insistono sulla formazione. Per chi non vive la redazione e non ha i mezzi per farlo da sè, sarebbero utili corsi di aggiornamento e formazione. Perché l’Odg Campania non li ha mai attivati? I costi sono contenuti, possono essere realizzate convenzioni se pensiamo anche al lato legale, fiscale e deontologico. È finito il tempo del caporedattore da cui imparavi il mestiere. Oggi la redazione si materializza con una telefonata o una mail, nulla più. Oltre a questo, abbiamo anche proposte per monitorare l’accesso alla professione e alla stessa pratica di pubblicista. Siamo stati i primi a denunciare i tanti, troppi corsi truffa in giro per la regione (giornalisti in un mese, a volte addirittura in un giorno, per conseguire il tesserino) e ancora proliferano attraverso le segnalazioni che ci mandano tanti colleghi. Il materiale audio e cartaceo fu consegnato all’Odg che doveva firmare un esposto in Procura: che fine ha fatto? Quali sono gli aggiornamenti? […]

  5. Ma appoggerete sempre la coppia Lucarelli-Falco o vi lanciate da soli? Ormai siete grandi abbastanza, sono tre anni che fate propaganda, avrete i numeri per esistere da soli…

  6. ciao, giornalaio
    non abbiamo mai appoggiato Lucarelli e Falco: quando il Coordinamento è nato l’OdG era stato eletto..e noi eravamo un embrione. Ora corriamo allegramente con le nostre forze. E non una questione di poltrone è una questione di idee. Portiamo le nostre idee in giro.